Disegno tra da @Psicologia_a_tratti_semplice ;

IL CONSIGLIO DI ROBERTA:

Nella vita abbiamo tutti dei desideri.

Più o meno grandi essi ci accompagnano durante il corso delle nostre esistenze. Ci guidano e ci mostrano la via, se ci lasciamo da essi ispirare, oppure stanno là, negli anfratti del nostro cuore per ricordarci che meritiamo di più, quando non riusciamo a dargli ascolto.

Ma cosa distingue un sogno VERO da un’illusione? Come capire quando e in cosa vale la pena investire e cosa è meglio lasciar perdere?

Eh si perché troppo spesso quando si parla di sogni le facce dei nostri interlocutori si storcono in espressioni strambe e compassionevoli, come se fossimo, appunto, degli illusi più che dei sognatori, dei poverini da portare con i piedi per terra, più che delle persone da incoraggiare e da cui, magari, lasciarsi ispirare.

Nella mia vita ho avuto modo di pensare spesso a questa questione.

Per anni sono andata dietro ad un sogno che poi non si è realizzato e negli anni successivi sono rimasta a lungo impantanata nel pensare che la sua mancata realizzazione fosse stata dovuta alla sua natura illusoria.

Ma è davvero così? Se i sogni non si realizzano è perché erano delle illusioni?
La verità è che fino a che qualcosa non si realizza, non sapremo se si realizzerà.

Lo so, sembra assurdo, ma l’unico modo per avere la certezza assoluta di vivere per un sogno e non per un’illusione, è vivere per quella cosa fino alla fine della nostra vita, prendendoci il rischio di tutto ciò che questo comporta.

Non c’è altro modo.

Si, è vero, potremmo stare una vita dietro a qualcosa che non si concretizzerà mai, ma qual è l’alternativa? La sicurezza? Il tornare a casa stanchi da un lavoro che ci fa schifo? Vivere le nostre giornate senza nessun alito di vita, di passione, di soddisfazione personale?

Qual è l’alternativa?

Personalmente, l’alternativa mi ha sempre fatto paura.
Molto più dell’eventualità di spendere una vita per un sogno che non si realizzerà.
Tanto vale provarci no? Tanto vale sperarci! Tanto vale riuscirci!

Eh si, perché bisogna imparare a chiedersi COME poter far realizzare il nostro sogno, più che SE si realizzerà.
A volte basta cambiare le domande che abbiamo in testa, passare dal

“Ma mi sto illudendo?”, “ma sto sbagliando strada?”, “E se poi va male?”, “E se invece non si realizza nulla?” al “Cosa può aiutarmi a realizzare quello che desidero?”, “quali nuove cose posso sperimentare per andare in quella direzione?”, “sto già facendo tutto quello che è in mio potere o c’è qualcosa che non faccio a causa di qualche blocco?”, “e come posso superare questo blocco? Chi può aiutarmi?”, “E quali sono i salti in avanti che potrei fare ma che ho solo paura di fare?”.

Eh si, perché i sogni si possono realizzare, ma c’è un prezzo:
<<Mai ti è concesso un desiderio senza che ti sia dato anche il potere di farlo avverare>> scrisse Richard Bach << Può darsi che tu debba faticare per questo, tuttavia>>.

Ma non si tratta della fatica che intendiamo normalmente, quando pensiamo al lavoro o alle cose difficili, si tratta di un altro tipo di fatica: quella necessaria per allargare il proprio cervello, per credere di poter fare di più di quello che si sta facendo ora, per immaginare cose che ancora non esistono, per aspettarle, per conservarle mentre la realtà urla un apparente contrario e per fare, infine, il grande salto.

Perché prima di un grande sogno c’è sempre un grande salto. Tu sai già qual è il tuo?

Dott.ssa Roberta Guzzardi,  psicologa e psicoterapeuta, La Terapeuta che disegna.

IL CONSIGLIO DI GIORGIA:

  • J.K. Rowling
  • Steve Jobs 
  • Bill Gates
  • Albert Einstein
  • Abraham Lincoln
  • Michael Jordan
  • Steven Spielberg
  • Walt Disney

Potrei andare avanti ancora per molto, tutti questi nomi hanno una cosa in comune, sono passate prima per il fallimento per poi avere successo,

Un fallimento, potente, intimo e personale che riguardava proprio il loro personale sogno. Respinti, sbeffeggiati, rimandati al mittente.

Allora cosa distingue una persona che realizza il proprio sogno da chi invece non è riuscito?

LA PERSEVERANZA. Molto spesso è solo questo che ci ferma durante il cammino, perseverare, continuare, camminare fino alla meta.
Come quando sei sicuro di conoscere la strada e pochi passi prima di giungere a destinazione ti fermi e chiedi ad un passante, un app, google maps, se sei davvero sulla strada giusta.

Se solo avessi fatto quei 3 passi in più saresti arrivato a destinazione, se solo avessi creduto quei 3 passi in più in te, saresti giunto al punto giusto.

Ma la differenza ancora più determinante è LA NOSTRA PERCEZIONE del fallimento, se invece di prenderlo come un segno che il nostro sogno sia impossibile per noi in realtà fosse un passo in più in direzione del nostro successo?

Robert W. Dilts fa una riflessione illuminante su ciò che rende una persona di successo:

Potremmo concludere che è stata la loro connessione a qualcosa che andava oltre loro stessi e la forte convinzione nelle loro visioni e in se stessi che hanno permesso loro di persistere nonostante gli ostacoli. Uno dei presupposti principali di chi ha successo è che non esistono fallimenti, solo feedback.

Il fallimento come feedback di un percorso che va cambiato in qualche passo, non di una strada senza uscita, e perché no, anche un po’ di ingenuità, come il famoso calabrone che non sapendo di non avere le possibilità fisiche per volare, lui vola eccome!

Giorgia Fidato, Mental coach, La coach speaker.

 


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