Cosa succede quando qualcuno di vicino, che sentiamo indispensabile, ci provoca un dolore?
A volte è un dolore ‘bianco’, un dolore innocente, ma come può un dolore essere innocente?

Cosa è un dolore bianco? Può essere quella piccola sofferenza che ci fa sentire giù, ma se quelle piccole sofferenze iniziano ad essere croniche? Costanti?

Quando amiamo una persona basta poco a farci sentire tristi, sconsolati, e questo sta alla nostra percezione, ad una POTENZIALE esagerazione, e non va confusa con quello che può essere un vero atteggiamento ‘tossico’.

Un dispiacere ogni tanto è funzionale, normale, statistico, ma se invece diventa una normalità del rapporto,  ecco che allora siamo sulla strada giusta per una relazione tossica. Giustifichiamo l’altro/a e mandiamo giù per salvare il rapporto.

Sono tante le relazioni d’amore, come anche d’amicizia, che si tengono in piedi nonostante i nonostante. I compromessi sono importanti per rendere possibile una relazione fra due universi che si incontrano.

Ma non bisogna confondere i compromessi con gli abusi.


Nel nostro vissuto quando una persona che amiamo ci crea un vero e proprio “vuoto” emotivo, tendiamo ad attaccarci ancora più insistentemente a quella relazione, questo perché va a colpire quel bottone emotivo che ci rimanda alle tante insicurezze interiori che abbiamo.

Così confondiamo la sofferenza con l’amore.

Ma l’AMORE non è soffrire.

L’amore non è stare male perché la persona che amiamo ci ha fatto sentire uno straccio da piedi, e allora, proprio per quello che chiamiamo amore,  sentiamo l’esigenza di riconquistare la stima di noi grazie  al presunto amore di chi, quella stima, ce la vuole togliere.

Questo concetto si estende ad ogni relazione che intessiamo nella nostra vita.

La prima cosa che dobbiamo fare quando un amico/a o il nostro partner ci ferisce, è PARLARE.
Parlare in modo efficace, esprimere cosa ci fa soffrire, perché può succedere che quello che per noi è un disagio l’altro non arriva nemmeno a comprenderlo.

Far sapere cosa proviamo, e se abbiamo paura di aprirci, chiederci perché la persona che dovrebbe farci sentire accolti,  ci mette in soggezione, o se questo, piuttosto, riguarda noi e l’altro non aspetta che sapere cosa fare per vivere al meglio il  nostro rapporto.

CHIEDETEVI SE VOI STESSI NON VORRESTE SAPERE COSA FARE PER FAR CRESCERE E MIGLIORARE LA VOSTRA RELAZIONE.

E sulla scia di questa riflessione agite, parlate per andare nella direzione comune desiderata.

Se la persona a cui rivolgete il vostro vissuto emotivo vi respinge, e con ancora più forza, rafforza la vostra sofferenza, e reagisce al vostro dolore facendovi sentire una svariata serie di cose negative, come stupidi, o piagnoni, o ancora colpevoli, o peggio, dicendovi che è colpa vostra se si comporta così:

QUESTA E’ A TUTTI GLI EFFETTI UNA RELAZIONE TOSSICA.

Smettete di giustificare i comportamenti negativi dell’altro/a e lasciate alle vostre spalle chi vi fa sentire insignificanti, in un primo momento potrà procurarvi una sofferenza infinita staccarvi dalla vostra ‘dose di amore-dolore’, ma con il tempo RINASCERETE!

DATE SPAZIO ALLA VITA DI DONARVI UNA RELAZIONE SANA, DOLCE, PASSIONALE, CREATIVA… INSIEME.

Non sentitevi in colpa per esservi permessi di farvi fare tanto male. Può capitare a tutti.

Ma quando ve ne rendete conto, ricordatevi che le persone più belle sono quelle che non hanno permesso al loro dolore di trasformarli in rocce fredde, ma hanno preso quella mer*a e l’hanno usata per ispirare gli altri e se stessi ad essere migliori!

Giorgia Fidato


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