Guarda il lato positivo! Se, la fai facile tu… pregi e difetti del pensiero positivo.

Disegno tra da @Psicologia_a_tratti_semplice ;

IL CONSIGLIO DI ROBERTA:

La filosofia del “pensiero positivo” è stata mio pane quotidiano per alcuni anni nel corso della mia vita, ma, ad essere sincera, non sono mai riuscita ad applicarla per bene.

Il pensare di non potermi crogiolare nei miei personalissimi malesseri come e quanto mi andasse di fare mi urtava profondamente e l’idea di dover “controllare” i miei pensieri e “sforzarmi” di vedere il lato positivo delle cose non mi è mai andata veramente a genio.

Ho provato la storia della motivazione allo specchio, del dirmi quanto fossi brava, bella e intelligente e quanto potessi fare tutto ciò che volevo fare, ma la verità è che, dopo tutte quelle frasi all’americana pronunciate senza nemmeno tanta decisione, la mia testa tornava quella che era, ed era piena di negatività. Su me stessa, sugli altri e sul mondo intero.

“Ma perché dovrei dirvi che va tutto bene  se tutto bene non va per nulla?”, “Perché devo farmi film sul futuro contrari a quelli che mi vengono spontanei?”, “perché devo sforzarmi di SENTIRE emozioni che non sento?”.

Tutte quelle menate sulla gratitudine, il focalizzarsi sulle cose buone, il prendere il lato bello della vita mi stava veramente stretto, non lo capivo, non riuscivo ad applicarlo e NON FUNZIONAVA.

Così sono andata avanti come sapevo fare, come mi veniva naturale, ovvero facendomi sempre due milioni di pippe mentali su tutto e lasciandomi affossare dalle circostanze avverse.

Intanto però è accaduto che sono diventata una psicologa e poi una psicoterapeuta ed ho scoperto una certa signora di nome Elizabeth Kubler Ross, colei che ha intuito e messo a punto la teoria sulle fasi dell’elaborazione del lutto.

Questa dottoressa, che nella sua vita ha fatto tante cose, in un periodo svolse un lavoro davvero interessante, ovvero si occupò di aiutare le persone in punto di morte a chiudere le questioni in sospeso della propria vita per permettere loro di avere quella che si chiama “una buona morte” (in serenità, per dirla semplice).

E durante questo lavoro la Kubler Ross scrisse una serie di libri, che quindi io lessi e che mi permisero di rivalutare completamente la questione del guardare il lato positivo delle cose.

Prima di tutto perché mi resi conto che effettivamente di vita ce n’è una, mentre di cose brutte ne accadono tantissime. Ragion per cui lasciare che ognuna di queste cose risucchi tutta la nostra energia vitale è veramente una cosa poco intelligente da fare.

E poi perché, effettivamente, insieme alle tantissime cose negative che accadono, ne avvengono anche altre positive che rischiamo di lasciar passare inosservate perché piegati su noi stessi a guardare lo schifo che ci è capitato poc’anzi.

C’è poco da fare: guardare la cacca del cane invece di accarezzare il cagnolone stesso, soffermarsi sulla pioggia invece che sui fiori che prendono vita, restare a rimuginare sugli aspetti negativi degli altri invece che sul cuore che hanno, alla fine ci fa diventare delle persone peggiori, più cupe, più nervose, più stressate e più tristi.

Ci rimettiamo solo noi. E’ semplicemente così.

Ora, non dico che sia semplice cambiare atteggiamento interiore, ma è possibile e per farlo ci sono due vie: o aspettiamo un evento traumatico del genere “stavo per morire e non sono morto quindi ora so quanto valga la mia vita” (cosa che però magari sarebbe meglio non accadesse…)

o facciamo un po’ di stretching mentale, percettivo ed emotivo e invece di lasciarci tirare sempre dentro i nostri peggiori abissi, qualche volta usciamo a fare una bella passeggiata fuori, concedendo alla vita l’opportunità di stupirci, ma con la nostra collaborazione.

Ricordando sempre, in mezzo alle nostre tempeste esistenziali, quello che disse Elizabeth Kubler Ross:

“La vita è come una centrifuga, sei tu che decidi se uscirne a pezzi o ben levigato”.

Dott.ssa Roberta Guzzardi,  psicologa e psicoterapeuta, La Terapeuta che disegna.

 

IL CONSIGLIO DI GIORGIA:

Ogni cosa di cui facciamo esperienza ha un significato profondo per la nostra crescita.

Se cominciamo ad intuire il significato dietro questa affermazione, e davvero viviamo nella consapevolezza che TUTTO ACCADE PER IL NOSTRO BENE, anche le cose che apparentemente proprio non lo sembrano, la nostra vita cambia.

In un modo in principio inspiegabile, ma che mano a mano che cambiamo lo stato percettivo delle cose, tutto nella vita diventa più bello, non si tratta solo di cogliere il lato positivo, ma il lato significativo delle cose.

Ripercorrendo le pagine del nostro libro autobiografico, riusciamo sempre ad intuire le motivazioni dietro le cose che ci sono accadute, e se per una storia in particolare ancora non l’hai trovata, è forse perché non ne hai ancora colto l’insegnamento.

Ma non solo, non è lì solo per insegnarti qualcosa di te, ma anche per donarti qualcosa di cui ancora non comprendi il significato.

Ad esempio perdi il lavoro e la cosa è spaventosa, ma proprio in quel momento conosci una donna splendida. Se avessi avuto il lavoro non avresti potuta vederla quasi mai, e allora INVECE inizia una frequentazione serrata, il vostro rapporto funziona e decidete di stare insieme.

Sembra un romanzo, ma sono sicura che ad almeno uno dei lettori questa cosa è successa.

O ancora, invertiamo le circostanze, la tua ragazza ti lascia, ma qualche giorno prima avevi avuto un offerta di lavoro che non avresti mai accettato, proprio perché avrebbe compromesso il vostro rapporto, e quel lavoro LO ACCETTI e diventa la vera svolta della tua vita.

E AVANTI PER MILIONI e MILIONI DI ESEMPI.

Non è magia, ma solo cogliere il significato di ogni cosa, il puzzle inizia a farsi definito, la mente si schiarisce, ogni cosa ha una dimensione di bellezza. Una frase dice:

Se la sofferenza vi ha reso cattivi, l’avete sprecata.

Dietro un dolore a volte incolmabile, fermatevi a cogliere ‘la bellezza collaterale’ (come nel film di Will Smith), la troverete indagando nella bellezza di ciò che siete. Tacete tutte quelle voci allo specchio che vi dicono che non valete abbastanza.

Perché OGNUNO DI NOI HA UN VALORE INESTIMABILE.

Giorgia Fidato, Mental coach, La coach speaker.


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