I Dubbi: Li abbiamo tutti, ma, sono davvero l’indizio per dirci che la strada che percorriamo non è quella giusta?

Disegno tra da @Psicologia_a_tratti_semplice ;

IL CONSIGLIO DI ROBERTA:

A volte abbiamo dei sogni, o delle ispirazioni, chiamiamole così e ci viene voglia di fare qualcosa di nuovo, di bello, di esaltante.

Così, iniziamo e ci mettiamo in cammino.

L’idea di cambiare lavoro, di praticare finalmente quel talento che teniamo da troppo tempo dentro il cassetto, il tentativo di uscire con quella persona X che è da un po’ che ci fa il filo, ma che non abbiamo mai il coraggio di incontrare…

Il problema è che se iniziamo a camminare nella nuova direzione (e non è detto nemmeno che riusciamo ad iniziare, perché spesso il caos parte anche prima) può capitare di ritrovarsi ad un certo punto invasi dalla polvere, ovvero dai dubbi.

“Ma mi conviene veramente lasciare questo lavoro per una cosa che non conosco ancora bene?” “E se poi va male?”,“E se poi quella persona non mi piace o mi fa sentire a disagio?”,“e se poi provo a partecipare a quel concorso e scopro che non sono bravo?”, “E se poi…e se poi… e se poi???”


 

Dubbi. Dubbi su dubbi, che portano altri dubbi.
Così cosa facciamo? Ne parliamo in giro (quasi sicuramente).

L’amica fidata che sa sempre cosa dirti, la mamma al telefono che ormai ha un orecchio sanguinante a furia di ascoltarti, il cugino stravagante che di solito ha sempre un punto di vista che non avevi mai considerato prima.

Dopo questi sfoghi di solito, all’inizio, stiamo meglio. All’inizio… (e se lo sto ripetendo non è un errore). Perché dopo il dubbio torna più pervasivo e tormentoso di prima, perché parlandone lo abbiamo alimentato, con le nuove informazioni che sono entrate nella nostra testa, con i consigli che ci hanno dato, con le emozioni che questi consigli ci hanno suscitato ecc.

E tutta la magia, il coraggio e la beatitudine che avevamo intravisto quando ci era venuta quell’idea si vanno a far benedire, ricoperti da un polverone gigante che non lascia più intravedere nessuna strada.


A questo punto la soluzione che solitamente si sposa è quella di lasciar perdere tutto, perché, si dice (maledetti detti popolari) che se hai dei dubbi è meglio lasciar stare, perché si dice (ancora) che se la strada è la tua lo senti, lo SAI, non dovresti avere dei dubbi.

Ma questi detti sono basati su un presupposto non del tutto verificato, secondo cui le strade della nostra esistenza sono già tutte belle asfaltate, pronte ad essere utilizzate, comode e lineari.

Solo che la vita non è così, per niente!

Anzi, più la tua personalità sarà libera dai condizionamenti esterni, più sarà facile che ti imbatterai in strade che asfaltate non sono, e sai, quando si cammina in una strada non asfaltata, la polvere si alza eccome!

Allora i dubbi, forse (ma senza metterlo troppo in dubbio), non sono il segnale di una strada  sbagliata, ma la conseguenza naturale dell’aver preso una direzione originale che pochi (o nessuno) prima di te hanno preso o che comunque, sicuramente, non hai mai preso tu prima di adesso.

I dubbi sono il segno che stai facendo qualcosa di nuovo e che non hai una mappa.


Ma non avere la mappa ORA non significa non poterla delineare a poco a poco, man mano che avanzi.

Quindi, se hai preso una strada nuova che non avevi mai percorso prima (un nuovo lavoro, una nuova relazione, una nuova fase esistenziale ecc) e i dubbi ti sommergono, invece di chiedere opinioni a destra e a sinistra, semplicemente vai piano (correre senza visuale è da stupidi), ascoltati e ascolta molto, guardati attorno, fai l’esploratore esistenziale!

Solo non fermarti e non scappare.

Continua ad avere fiducia nel fatto che, quando meno te lo aspetti, se non lasci la via, vedrai finalmente il segnale che ti serve per capire in quale direzione continuare e ripeti a te stesso:

 Un dubbio non è una risposta da trovare, ma una strada da percorrere.

Dott.ssa Roberta Guzzardi,  psicologa e psicoterapeuta, La Terapeuta che disegna.

 IL CONSIGLIO DI GIORGIA:

Così, se la tua testolina proprio non la smette di parlare, trova un tuo mantra personale, e quando sei proprio al culmine, sopraffatto dalle mille domande, semplicemente SOSTITUISCILE.

Mantra è una parola sanscrita che significa proprio “veicolo o strumento del pensare”, utilizzare il pensiero come strumento e non essere utilizzati dal pensiero.

Ne esistono milioni, antichissimi, dai significati profondi, illuminanti, ma come insegna Giulio Cesare Giacobbe in “Come smettere di farsi le seghe mentali…”

CREA IL TUO! 

Puoi sfruttare quelli che esistono e ripetere Om, il suono dell’universo, altrimenti “USSAAAA” come Will Smith nel film bad-boys, contare la tabellina del 2, gioca!

Solo ricorda: datti tempo, e se sei in dubbio avanza con fede, e canticchia una canzone per mettere a tacere il polverone che hai nella testa!

 

Giorgia Fidato, Mental coach, La coach speaker.


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