🎨 Disegno tra da @Psicologia_a_tratti_semplice ;

IL CONSIGLIO DI ROBERTA:

Il passato non si può cambiare.

Ce lo dicono tutti e ce lo diciamo anche noi.

Passiamo il tempo a pensare e ripensare alle cose che ci sono accadute e quelle, beh, non le possiamo cambiare davvero.

Ma è sicuro che il modo in cui percepiamo il nostro passato, il modo in cui lo ricordiamo, le emozioni che ci abbiamo appiccicato sopra e le interpretazioni che ne abbiamo tratto siano così immodificabili?

E se non fosse così?

E se, invece, qualcosa di questo immutevole passato si potesse cambiare?

Sapevi, ad esempio, che l’umore che hai in questo preciso momento condiziona il modo in cui ricordi il tuo passato? Che il tuo cervello seleziona ricordi, momenti e sensazioni che hanno generato in te emozioni simili o uguali a quelle che hai proprio ora, mentre stai leggendo questo articolo?

Ma in fondo, pensaci un attimo, come potrebbe essere diversamente?

Fai un breve calcolo (anche approssimativo): quanti anni hai? Quanti mesi hai vissuto fino ad ora nella tua vita in questi anni? Quanti giorni? Quante ore? Quanti minuti? Quanti minuscoli momenti, istanti, attimi?

Pensi davvero di poterli tenere a mente tutti?

Il nostro cervello è fatto per funzionare in economia, trattiene solo le informazioni importanti, quelle più forti, quelle più significative e spesso, questa selezione la fa in base a come ci sentiamo sul momento:

siamo di umore nero? Tenderemo a ricordare di più eventi del passato in cui stavamo male o che ci hanno fatto stare male dopo. Siamo felici e pieni di energie? Allora guardandoci indietro diremo a noi stessi: “Beh, non è stata poi così male fino ad ora la vita”.

Funziona così. E’ semplice e magnifico allo stesso tempo.

E’ vero, ci sono anche cose avvenute nel passato che sono di per sé orribili: traumi, abusi, abbandoni, tradimenti, fallimenti e in quei casi non si tratta di avere un umore più o meno buono, si tratta di realtà… non è vero?

Eppure, quante volte ti è capitato di sentirti dire (o dire tu stesso): “oggi ringrazio per quella disgrazia che mi è capitata”, “Se quella persona non mi avesse lasciato oggi non sarei qui”, “Allora mi sembrava terribile, oggi ci rido su”.

E questo genere di reinterpretazioni non avvengono solo per eventi di poco conto, ma anche per cose più gravi, come lutti, perdite, disgrazie, malattie.

Inutile fare una stima della gravità di ciò che accade, il dolore è dolore, ognuno ha la sua dose e il suo recipiente e quando il recipiente trabocca, quando il dolore supera gli argini, tutti ne rimaniamo distrutti, qualsiasi sia l’evento che ha provocato quel dolore.

Cos’è che permette a certe persone di andare avanti e riuscire a guardarsi indietro anche con un sorriso (magari malinconico, ma sempre con un sorriso) e ad altre di restare imprigionate nel senso di fallimento, frustrazione, rabbia e delusione che può dare un passato difficile o traumatico?

Il futuro.

E’ lì la chiave di tutto: il futuro.

Perché se quello che è accaduto prima non puoi cambiarlo, quello che accadrà a partire da quel passato puoi ancora sceglierlo.

Puoi scegliere se soccombere agli eventi o usarli per ricostruirti, puoi scegliere se coltivare in te rabbia e rancore o se perdonare, puoi scegliere se farti bloccare dai muri che hai incontrato tuo malgrado o se superarli, girargli intorno, abbatterli o usarli come trampolino.

Tu, per quanto il tuo passato sia stato difficile, puoi ancora scegliere. E potrai farlo fino al giorno della tua morte. Sempre, in ogni momento.

Le cose che deciderai di fare ti cambieranno, nel bene o nel male. E i cambiamenti che farai cambieranno le tue emozioni, le tue sensazioni, i tuoi sentimenti.

E le emozioni, le sensazioni, i sentimenti che avrai, cambieranno il tuo sguardo sulle cose, sulle persone, su te stesso, sul mondo.

E se sceglierai bene, se sceglierai con saggezza, quando un giorno ti volterai indietro a guardare quel passato che adesso ti appare cupo e nefasto, forse avrai una sorpresa: forse scoprirai, che per ogni passo che avrai compiuto nella nuova direzione, un mattoncino del tuo passato sarà stato trasformato.

E quindi? Qual è il tuo mattoncino giallo di questa giornata? 😉

Dott.ssa Roberta Guzzardi,  psicologa e psicoterapeuta, La Terapeuta che disegna.

IL CONSIGLIO DI GIORGIA:

Il passato non esiste. Sul serio. Non esiste più.
E’ solo un ammontare di ricordi totalmente soggettivi ai quali lasciamo il potere di scegliere per noi.

Chi decide di non curarsene, mettendo a tacere le proprie ombre, facendo FINTA che il proprio passato non gli interessi… procede nella vita guardingo, perché ignora una parte importante di cui é ben cosciente, e che sa che prima o poi tornerà ‘a battere cassa’.

Chi è fermo, paralizzato in ogni decisione, schiavo della paura di un passato ingombrante, di ferite troppo profonde, di delusioni inguaribili, non lascia spazio a niente di nuovo, troppo preso a coccolare il proprio censore e boia.

Chi ha avuto un passato glorioso, pieno di vittorie, divertimento e successi, mi ricorda tanto quel tipico quarterback americano, fidanzato con la capo cheerleader, fighissimi, bellissimi, talentuosi, e come un vasetto di yogurt, in scadenza. Fine del liceo, fine dei sogni di gloria.

…Tutti portavano la loro sacca sulla spalla, ognuno con il suo peso, chiedevano a Dio di toglierglielo incessantemente, osservavano il peso della sacca dei propri vicini, così piccolina rispetto al massone gigante sulle proprie spalle.

Allora Dio fece porre tutte le sacche in un un angolo e gli disse:
Prendete il peso che preferite.
UGNUNO DI LORO PRESE LA SACCA CHE AVEVA APPENA POGGIATO.

Trovo il significato di questa storia molteplice.
Sì, perché ci lamentiamo di quello che portiamo con noi, MA SIAMO NOI A VOLERCELO TENERE STRETTO. Siamo noi a farcene carico passo dopo passo. Siamo noi che scegliamo di non cambiarlo.

PERCHè QUEL DOLORE CI DEFINISCE, descrive chi siamo, quello che abbiamo attraversato fa di noi quello che siamo.
Ma non comprendete quanto questo ci renda PERFETTI?

Sì, perché noi siamo la migliore versione di noi stessi, sempre.
Perfettamente scolpita per riuscire ad uscirne vivi da tutte quelle cose che ci portiamo nel sacco.

Ma ORA, possiamo posarlo, lasciarlo andare, accettarlo per quello che è, con tutte le cose che pensiamo di aver sbagliato, con tutte le volte che ci siamo auto -sabotati, con tutte le botte che ci hanno colpito, possiamo lasciarlo.

Abbiamo imparato la lezione, e siamo pronti.

Sei pronto sai?
A camminare su quel mattoncino giallo luminoso, che non lo sai ancora dove ti porterà, ma sei pronto, perché sei la miglior cosa che ti potesse capitare, sei forte, sei capace.

PORTA I BEI MOMENTI CON TE.

Giorgia Fidato, Mental coach, La coach speaker.


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